#31 Dieci articoli (bellissimi) per dieci giornalisti

Una volta stavo leggendo un articolo su un giornale – non ricordo quale – mentre aspettavo il mio turno dal barbiere. Era un quotidiano nazionale e l’articolo parlava dei sogni infranti della mia generazione. Il pezzo mi piacque moltissimo e così chiesi a Franco, il mio barbiere di allora, se avessi potuto prendere la pagina. Ma lui disse di no. E così quell’articolo l’ho perso per sempre. Questa lista – che non ha nulla a che vedere con i ‘migliori 10’, per intenderci – rappresenta alcuni articoli che, anni dopo questo aneddoto, ho conservato (sotto forma di link) nel mio pc, affinché non andassero perduti. Ritagliateli, se volete, e conservateli. Oppure leggeteli e basta, è pur sempre un ottimo esercizio.

Io clandestino a Lampedusa, Fabrizio Gatti – L’Espresso, 2005

Fabrizio Gatti è probabilmente il miglior giornalista infiltrato che oggi si possa leggere. Qui, come in Puglia, si è finto migrante. E ha vissuto, sotto copertura, una settimana per raccontare cos’è quell’infero, fatto di mare e centri d’identificazione, poco lontano dalle coste siciliane. Un pezzo necessario. Oggi ancor di più.

La Terra impazzita, Gian Antonio Stella – Corriere della Sera, 2009

Il 6 aprile 2009 c’è stato il terremoto a L’Aquila. In quella tragica notte hanno perso la vita 309 persone. L’indomani il Corriere della Sera uscì con questo articolo di Gian Antonio Stella che occupava tutta la seconda e terza pagina. Una lezione di giornalismo, da una delle penne più sensibili e attente della storia giornalistica italiana. L’articolo è nodo alla gola.

Cosa resta della primavera pugliese, Nicola Lagioia – Internazionale, 2014

Nicola Lagioia racconta la sua Puglia a qualche giorno dalle primarie di Centrosinistra. Un articolo che mischia, in maniera perfetta politica, costume e cronaca. Gli occhi e la mano di questo giornalista ci regalano una delle più belle fotografie della Puglia, dopo i 10 anni di Governo Vendola. Ps: se siete pugliesi, forse, l’apprezzerete di più.

I quattro re di Roma, Lirio Abbate – L’Espresso, 2012

C’è poco da dire. Lirio Abbate con questo articolo – magistrale pezzo d’inchiesta – ha scoperto e raccontato quella che poi verrà ribattezzata Mafia Capitale. Un’inchiesta che non sarà solo il punto di partenza di un lungo processo, in cui finiranno Alemanno (all’epoca sindaco di Roma) e Massimo Carminati; ma sarà anche la condanna dello stesso Abbate, che oggi vive sotto scorta dopo le minacce ricevute per il lavoro investigativo.

5 buone ragioni per non votare Beppe Grillo, Quit the Doner – quitthedoner.com, 2013

Nessuno conosce l’identità di Quit the Doner. Ma tutti conoscono i suoi articoli: divertenti, irriverenti, satirici e intelligenti. Con questo pezzo, pubblicato sul suo blog, ha vinto il  Macchianera Italian Awards 2013 come miglior articolo dell’anno. Ed è anche stato scomunicato da Beppe Grillo. Sicuramente l’analisi più lucida e approfondita da quando esiste il Movimento 5 Stelle.

Quell’ora fatale sul treno del Sud, Enzo Biagi – La Repubblica, 1985

La bomba sul Napoli-Milano, l’ormai tristemente noto 904 la cui corsa venne interrotta a San Benedetto Val di Sambro alle 19.15 di domenica 23 dicembre 1984. Enzo Biagi scrive il corsivo Quell’ora fatale sul treno del Sud. Per la serie: leggetelo perché non se scriveranno mai più altri così.

Twittami o diva il mondo ingarbugliato, Gianni Riotta – La Stampa, 2012

Gianni Riotta tra i giornalisti (vecchio stampo) più attenti al mondo social e web. Un articolo che proprio non poteva non partire da L’Iliade.

Perché tutto questo?, Concita De Gregorio – La Repubblica, 2001

L’indomani dei fatti della scuola Diaz, La Repubblica aveva in prima pagina questo articolo. Col senno di poi, l’avremmo dovuto ritagliare e conservare gelosamente.

Quando la storia si presenta come un film, Alessandro Baricco – La Repubblica, 2011

11 settembre 2011. Non servono parole, oltre a quelle di Baricco. L’articolo inizia così: E tutti ci ricorderemo dove eravamo in quel momento. Seduti in macchina a cercar parcheggio, con la testa tra i surgelati a cercar la paella, davanti al computer a cercare la frase giusta. Poi uno squillo di telefonino, e l’amico, il parente, il collega che ti staccano una storia inverosimile di aerei e grattacieli, ma va’ via, dai, lasciami perdere che oggi è già una giornata difficile, ma lui non ride e dice: ti giuro che è vero.

Pearls before breakfast, Gene Weingarten – Washington Post, 2007

Con questo articolo (l’unico che vi propongo in inglese) Gene ha vinto il premio Pulitzer nel 2008 nella categoria giornalismo di cronaca. Non ha raccontato niente di lontano o pericoloso. Non ha investigato o rischiato la pelle. E’ solo stato fermo, per qualche ora, nella metropolitana di Washington a guardare un violinista.

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